Replica a Larosa (Rif. Com.) su Saline (11.4.2009)

 

 

            Sono felice che “l'amico e compagno” di Rifondazione Comunista, Antonio Larosa, si sia rifatto alla nobiltà dei latini per stigmatizzare il mio pensiero su Saline. In tempi più recenti si era adusi ad utilizzare piuttosto i tratti caratterizzanti di una storia meno nobile fondata sulla deformazione del pensiero altrui, la diffidenza ed il sospetto.

            Ad ogni modo, poiché ho sempre espresso in maniera libera il mio pensiero senza schematismi e dogmi, intendo svelare urbi et orbi quali interessi “oscuri” muovano i miei ragionamenti.

            Si badi bene, non intendo essere portatore di verità generali né di essere interprete autentico della volontà popolare, a differenza della pattuglia di aspiranti sacerdoti della vox populi.

Premettendo che tutelare il degrado ed il sottosviluppo calabrese è un grave errore che affosserà definitivamente la nostra terra, ritengo, però, che la Calabria ed i calabresi abbiano il diritto di pretendere dalla classe politica la chiarezza e la verità. Ancor più quando si entra nella fase che prelude ad una nuova campagna elettorale per le prossime regionali (e comunali) con dichiarazioni a raffica di coloro che sono alla ricerca di una conferma a Palazzo Campanella.

Pertanto, dire che il “governo Loiero ha mantenuto gli impegni per Saline” vuol dire continuare a proclamare ed instillare false aspettative nei calabresi già pesantemente presi in giro dalla fallimentare giunta regionale che, forte del successo elettorale del 2005 con un 20% di voti in più rispetto al suo competitor, aveva preannunziato che “avrebbe rivoltato la Calabria come un calzino” salvo scoprire, alle prossime elezioni, che Loiero e compagni lasceranno la Calabria, in verità, come “un calzino bucato”.

I facili trionfalismi di Larosa & C. sono clamorosamente gelati proprio dalle notizie trapelate in occasione dell'incontro romano tra Loiero ed Api Energia. In esso si è parlato di intesa per la sola ricognizione (cioè individuazione) di tre siti (Lamezia-Crotone e Saline) per insediamenti industriali che, nel totale regionale, porterebbero circa 1.000 posti di lavoro, insediamenti che dovrebbero essere realizzati con l'utilizzo di risorse meramente pubbliche per complessivi 500 milioni di euro per tutti e tre i siti. Ma, come ricordato dalla assessore Frascà, “la strada da percorrere è lunga”.

Comunque, ben venga il protocollo d'intesa per un insediamento industriale nell'area delimitata dell'ex OGR seppure dai contorni estremamente indefiniti ed in un futuro non certo vicino. Tuttavia, è immaginabile che un'area depressa come quella reggina in generale possa rifiutare, senza valutazione consapevole ed un ampio confronto privo di pregiudizi e posizioni di veto ideologico, un progetto già pronto per l'area dell'ex Liquilchimica (con la riqualificazione anche del porto) per un importo di 1 miliardo di euro? Ed ancora, perché non possiamo rivendicare un consapevole coinvolgimento di diversi attori, istituzionali, sociali, culturali ecc. per la realizzazione di un polo tecnologico d'avanguardia nell'ambito di una piattaforma complessiva per Saline (OGR, Liquilchimica, porto) e non riduttivo come il protocollo sottoscritto potrebbe riservare in un futuro non certo vicino?

Poiché, però, sono convinto che la “querelle” potrebbe essere interminabile, risolvendosi in sterili parole mentre la crisi economica indebolisce e fiacca la popolazione, avrei una proposta da avanzare. Perché non apriamo un dibattito pubblico trasparente sul modello legislativo della Commissione Pubblica Nazionale Francese, che si concluda in tempi prestabiliti (un arco temporale da fissare tra sei mesi ed un anno) con lo scopo di garantire una fase di trasparenza e di dialogo in cui tutti i soggetti, sia come singoli, sia come gruppi organizzati, possano essere informati dei vari progetti, garantendo a tutti pari condizione di informazione e di intervento per esprimere un libero e consapevole parere con cui gli enti competenti alla decisione hanno l'obbligo di confrontarsi? L'obiettivo deve essere quello di non ripetere inganni e beffe che oggi i calabresi non possono più accettare e che toglierebbero la credibilità (ammesso che ancora ce l'abbia) della classe politica tutta.