Referendum: un invito all'astensione (17.6.2009)
L'analisi del voto europeo, da parte del mondo della
politica, si è limitata, almeno nella provincia di Reggio, ad una sterile
esaltazione, a volte infondata, dei dati riportati dalle varie liste.
Pochi, però, hanno analizzato ed evidenziato un dato del tutto allarmante e
desolante e che, esprimendo la distanza che esiste oramai tra il corpo
elettorale, sempre più disorientato e disincantato, e le elezioni, risulta
essere il vero vincitore della competizione elettorale da poco passata. Quello
del non voto che si è espresso nell'astensionismo, nella scheda bianca e nella
scheda nulla.
E' un dato che attraversa la Calabria, dallo Stretto al Pollino, segno da un
lato di sfiducia verso i nostri rappresentanti istituzionali, dall'altro di
mancato coinvolgimento in una campagna elettorale deludente che si è appiattita
su “Noemi Sì-Noemi No”, piuttosto che riguardare i reali problemi del nostro
Paese.
Anche a Reggio Calabria e provincia, così come nel resto della regione tranne
Cosenza e Crotone dove vi è stato l'effetto traino delle elezioni per il rinnovo
dei consigli provinciali, la mancata espressione del voto è stato il vero unico
vincitore.
Difatti, oltre il 53% dei reggini non si è recato al voto, mentre l'8% dei
votanti ha inteso esprimere il proprio disorientamento annullando la scheda o
imbucandola bianca.
Perché questo dato così elevato? Nei crocicchi cittadini si segnala il livello
del voto, quello europeo, che fisiologicamente non coinvolgerebbe i cittadini.
Sarà anche questo. Tuttavia i freddi numeri ci dicono che alle europee del 2004
il numero di partecipanti superava quello odierno di oltre 11 punti in
percentuale.
Un numero così elevato di astenuti e di schede bianche o nulle (assieme
supererebbero senza fatica l'asticella regionale del 4%) è segno che la lotta a
due (PD/PDL) che si pretende di introdurre di fatto nel nostro paese non
convince, così come non è ritenuto sufficiente a rappresentare larghe fette
dell'elettorato il sistema chiuso ed “ad excludendum” che le cinque formazioni
presenti oggi al Parlamento hanno pensato di instaurare.
Ed allora, se il dato è questo non si può che auspicare che il referendum del
21 giugno non raggiunga il quorum prescritto per legge. Per questo I Socialisti,
che aderiscono al comitato del No, invitano i propri elettori, simpatizzanti e
militanti e tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della democrazia
rappresentativa e plurale a non andare a votare per il referendum truffa che
renderebbe ancora più evidente il distacco tra i cittadini ed i loro
rappresentanti, rafforzando sempre più le buie oligarchie oggi imperanti.
E' l'occasione per certificare definitivamente l'aborto del “mono” bipartitismo
italico.